L'Isolotto dei Conigli. Emersa assieme alla costa nordafricana sul finire del Pliocene, Lampedusa appartiene alla piattaforma sommersa di quel continente e, costituendone una propaggine, ne reca, inconfondibili, le tracce: per la struttura, calcareo-dolomitica; per il clima, mite tutto l'anno; per la flora e la fauna, affini a quelle delle coste libiche e tunisine, cui peraltro l'isola è più vicina (km 113) rispetto a quelle siciliane (km 205). La conseguente coesistenza in questo ambiente, soprattutto nel mare, di due diverse realtà biozoologiche (quella nordafricana e quella sudeuropea) é motivo di grande interesse scientifico poiché l'isola annovera comunità animali e vegetali importanti, quando non eccezionali.Lampedusa, che con i suoi 20,2 kmq é la più grande isola dell'arcipelago delle Pelagie, affiora dolcemente da sud; s'innalza sino ad un centinaio di metri e poi, improvvisamente, a nord precipita nel mare. Si presenta, perciò, come un grande tavolato, di forma triangolare, fortemente eroso, inclinato da nord-ovest verso sud-est.
Alte e frastagliate pareti a picco, falesie, grotte marine ne connotano la costa settentrionale; su quelle meridionale e orientale, più accessibili, si aprono, invece, numerose cale sabbiose, dominate da biancheggianti quinte rocciose plasmate dagli agenti atmosferici e da alcune aspre "punte" che si protendono nel mare.
L'interno dell'isola offre, dopo le pesanti trasformazioni operate dai Borboni dal 1843, quando si avviò il processo di depauperamento dei boschi e la conseguente, inesorabile trasformazione delle caratteristiche biofisiche dell'isola, un paesaggio uniforme di biancheggianti e brulle distese rocciose, ove attecchiscono unicamente talune specie erbacee ed arbustive progressivamente adattatesi alle difficili condizioni ambientali.La Riserva lampedusana riesce a garantire le condizioni ambientali necessarie alla riproduzione delle tartarughe marine - le Caretta caretta – contribuendo ad approfondire le conoscenze scientifiche sul fenomeno della ovodeposizione nell'isolotto, uno degli ultimi tra i pochissimi siti del Mediterraneo ove esso si verifica ancora.
Le femmine della Caretta caretta - specie i cui esemplari possono arrivare a pesare sino a 130 kg - depositano le loro uova, nelle notti tra maggio e settembre, sulle spiagge che esse ritengono più sicure; scavano nella sabbia buche profonde, circa 40 cm e vi depositano da 70 a 120 piccole uova che ricoprono subito di sabbia. Il periodo d'incubazione è di 50 - 65 giorni, al termine dei quali le uova si schiudono e le tartarughe raggiungono il mare. L'isolotto dei Conigli, come detto, è uno dei luoghi prediletti dalle Caretta caretta per depositarvi le uova e, per proteggerle, è stato interdetto l'accesso alla spiaggia-incubatrice. Le tartarughe marine, ovunque in forte diminuzione, sono, infatti, in pericolo anche nel Mediterraneo, ove l'intensa attività turistica ed il forte sviluppo industriale dei paesi rivieraschi hanno provocato l'alterazione ambientale di buona parte della fascia costiera compromettendo gravemente le aree di riproduzione e di pascolo della Caretta caretta.
Alla rarefazione di questa specie hanno contribuito anche la pesca, che utilizzando strumenti assai poco selettivi causa numerosissime catture accidentali specie nel sud dell'Italia, e l'inquinamento, che incide e non poco sulla sopravvivenza delle tartarughe del Mediterraneo. Una notazione a parte va fatta per il mare di Lampedusa ed i suoi splendidi fondali.
Quello di Punta Guitgia, ove immergendosi, tra numerosi anfratti, possono scorgersi branchi di orate, salpe, cefali; quello della profonda insenatura di Cala Madonna, ove dominano le verdi distese ondeggianti di Poseidonia; di Cala Galera e Cala Gaeta, con le variegate insenature; della spiaggia e dello scoglio dei Conigli, spettacolo unico ed irripetibile; di Cala Pulcino, una profonda insenatura praticamente inaccessibile da terra, ove l'acqua è immobile, calda, e talmente cristallina da potersi scorgere, sul fondo, volteggianti branchi di aguglie; di Capo Ponente, i cui anfratti sottomarini sono un frenetico agitare di pinne della grande cernia, del reditriglie, del sarago fasciato, del dentice.
E poi, d'una bellezza selvaggia, il mare dell'inaccessibile costa settentrionale, alta a picco e battuta dai venti e dalle acque, con i maestosi scogli di Sacramento e Faraglione, regno sottomarino di murene, granchi, spugne; quello delle tranquille cale di Grecale, Calandra, Creta ove una sorgente di acqua salmastra, prima di riversarsi in mare, crea fanghiglie lattescenti; di Cala Pisana e Cala Francese, dalle smeraldine, limpide acque.Le spiagge su cui stendersi a prendere il sole sono davvero tante ed una più bella dell'altra per cui raccomandiamo di non lasciarvi incantare da un lido soltanto ma di cambiare spiaggia ogni giorno, ovviamente portandovi dietro creme protettive perché a Lampedusa il sole è africano. Poiché spesso capita che chi ama la sabbia non ama gli scogli o i ciottoli e viceversa, forniamo una lista delle spiagge e delle cale più belle divise per caratteristiche.
Lidi con sabbia sono quelli di Cala Croce, dell'Isola dei Conigli e della Guitgia; quest'ultima, dalla bianca rena, è una delle spiagge più frequentate di Lampedusa e prende il suo nome dai gigli che tuttora crescono vicino alla macchia di alberi. Gli scogli sono la peculiarità di Punta Sottile, Cala Calandra, detta anche Mare Morto, e Cala Creta, così chiamata perché nei pressi c'è una sorgente di acqua dolce che, prima di raggiungere il mare, genera una sorta di fanghiglia biancastra. Infine ciottoli a Cala Spugne, Cala Pisana, i cui fondali sono sabbiosi, e nella deliziosa Cala Pulcino. In quest'ultima cala, non raggiungibile da terra, il mare è quasi sempre calmo, l'acqua è limpidissima e particolarmente calda e si possono osservare numerose specie di pesci.
Un caldo settembre di molti anni fa. Il fotografo subacqueo Roberto Merlo esplora i fondali al largo dell'Isola dei Conigli, apparentemente un'immersione come tante altre. Ma, all'improvviso, la tragedia e Roberto ha appena il tempo per chiedere aiuto. In tanti si precipitano a salvare il sub, la notizia arriva immediatamente in paese dove si stanno svolgendo i festeggiamenti della Madonna di Porto Salvo. La festa viene interrotta, la gente corre a portare soccorso e conforto allo sfortunato sub. Roberto sopravvive e rimane eternamente grato alla gente di Lampedusa.
Per ringraziarla fa costruire una statua bronzea della Madonna con Bambino, la fa benedire da papa Giovanni Paolo II e, nel 1980, la fa situare a 15 metri di profondità al largo dell'Isola dei Conigli. Ed è ancora lì la statua, a proteggere i sub ed a testimoniare la generosità della gente di Lampedusa.